mercoledì 20 settembre 2017

"Summa familiae cura" è una risposta ai 'Dubia'?

Il Motu Proprio Summa familiae cura
in stretta connesione con Amoris laetitia


Due giorni dopo la morte del Cardinale Carlo Caffarra, presidente fondatore dell'Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia è stato pubblicato il Motu Proprio Summa familiae cura, che pone termine all'attività dell'Istituto voluto per rispondere alla crisi contemporanea attraversata dalla famiglia, profondamente impegnato per promuovere una dottrina e una formazione più solide sul matrimonio e sugli obblighi morali ad esso connessi.

La nuova istituzione accademica, è denominata Istituto Pontificio Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze Matrimoniali e Familiari, allo scopo di portare avanti l'opera dei recenti Sinodi sulla Famiglia, con la conseguenza che lo statuto dell'istituto originale fondato da San Giovanni Paolo II rimarrà solo provvisoriamente finché, d'intesa con la Lateranense, saranno emanati i nuovi statuti.

don Elia. Dio ci chiama a una nuova crociata

Il Signore non abbandonerà la Sua Chiesa. Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza (il cardinale Carlo Caffarra in lacrime, pochi giorni prima di morire).

Parlare di situazione drammatica è ormai superfluo: solo chi è ipnotizzato dalla propaganda dorme sonni tranquilli, come se tutto fosse in ordine. L’invasione è sotto gli occhi di tutti: migliaia di giovanotti prestanti, che non hanno affatto l’aria di persone denutrite che scappano dalla fame, continuano a sbarcare ogni giorno sulle nostre coste, prelevati dalla nostra stessa Marina militare a pochi chilometri dalle coste libiche. Il ritiro delle “organizzazioni umanitarie” prezzolate ha inciso solo parzialmente sul flusso di migranti indotti, che poi finiscono o nelle maglie del lavoro nero e della criminalità organizzata o in bivacchi improvvisati sulle piazze italiane, dalle quali spostarsi eventualmente di quando in quando, onde ammazzare la noia, per qualche stupro singolo o di gruppo. È notorio, fra l’altro, che la cosiddetta “accoglienza” sia diventata un business molto redditizio. Gridare indignati al razzismo contro chi denuncia quest’incubo è semplicemente da imbecilli; esortare all’accoglienza incondizionata, invece, è da criminali.

Se la Chiesa non fa più politica sarà la politica a zittire la Chiesa

Ringrazio di cuore Ettore Gotti Tedeschi che ci invia copia di questo suo articolo apparso su La Verità del 17 settembre.

Galli della Loggia sostiene che i cattolici non abbiano più nulla da dire in campo pubblico. Ma, al suo estremo, questa tesi porta alla sparizione totale della fede. E il bisogno di sacro tornerà sotto forma di un'etica gnostica.
Ernesto Galli della Loggia (sul Corriere della Sera di venerdì 15 settembre) propone una importante, ma piuttosto sofisticata, spiegazione sulla fine del messaggio cristiano a prestarsi a divenire politico. In pratica sulla fine della influenza della Chiesa cattolica sulla politica. Galli della Loggia, storico e finissimo intellettuale, non propone certamente un simile messaggio fine a sé stesso.

Vediamo però se ho ben capito. A supporto delle sue affermazioni egli porta varie ragioni di carattere geopolitico sui grandi cambiamenti di potere che necessariamente hanno influenzato le esigenze sociali di morale religiosa e quindi il ruolo della religione cattolica (e della Chiesa) che non può pertanto pretendere più di esser più parte di una “religione civile” (da sempre avversata dal laicismo), sacralizzando in qualche modo alcuni valori politici.

29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa Antiquior in San Pietro

Laudetur Jesus Christus!

Venerdì 29 settembre 2016 - ore 7,15
Festa di San Michele Arcangelo
Altare di San Michele
della Basilica di San Pietro in Vaticano

Santa Messa Solenne della Festa di San Michele
celebra mons. Marco Agostini

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

martedì 19 settembre 2017

L’intima compassione di Gesù: ἐσπλαγχνίσθη

Ѐ il Vangelo di oggi (Messale Novus Ordo). Ci soffermiamo perché ci nutre e ci consola. E ci ricorda la pregnanza di significato dei termini nella lingua originale; il che assume particolare importanza nella Sacra Scrittura. Oggi che vengono sdoganate le traduzioni...

Vangelo Lc 7, 11-17 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

ἐσπλαγχνíσθη (esplanknìsthe). Questa parola greca vuol dire letteralmente il movimento interiore delle viscere. Gesù ebbe compassione intima, profonda, viscerale.
In ebraico ci sono almeno tre radici per indicare la misericordia.
  • hèsed: è la fedeltà misericordiosa di Dio, la sua misericordiosa ostinazione verso il peccatore;
  • hanan: questa radice indica invece gratuità e grazia;
  • raham: radice verbale che evoca il seno materno, la tenerezza della madre (letteralmente indica la membrana attraverso la quale il mondo antico era convinto che il bambino comunicasse con la madre).
Il termine greco di oggi esprime quest’ultima misericordia. Il movimento uterino della misericordia di una madre. E’ bello allora oggi ricordare i passi della Parola di Dio in cui è utilizzata questo verbo ἐσπλαγχνίσθη da noi tradotto con un più tranquillo “sentire compassione”.

Jus soli. Doppio caos politico e Vaticano

Aggiornamento: Antonio Socci, su Libero, pubblica un articolo sullo stesso argomenti dal titolo: "Il patto tra il Vaticano bergogliano e governo PD per "gabbare lo santo" (cioè gli italiani) sull'immigrazione". Lo riprendo e, per completezza, lo riporto di seguito.

Scrive Marco Tosatti su Stilum Curiae che "la storia dello Jus Soli, il pressing che alcuni pezzi di sinistra e di governo, e del Vaticano fanno per approvare prima delle elezioni una legge di cui moltissimi non sentono il bisogno [non solo non se ne sente il bisogno ma è suicidaria: ne abbiamo scritto ripetutamente qui - qui - qui - quiqui - qui -ndR], ha solleticato l’attenzione di un lettore che si è dato il nick Pezzo Grosso per rimanere nell'anonimato". E aggiunge che costui "ha scritto sul neo-collateralismo ormai evidente (ai tempi della DC erano bazzecole, al confronto) fra pezzi di Chiesa al potere e la sinistra al potere. Le unioni civili, con la legge Cirinnà-Galantino (permettete che si scherzi!) erano solo l’antipasto; e ormai con i giudici che approvano step-child adozioni a tutto andare se ne sono visti i frutti. Una volta – ai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI se tanto tanto qualche uomo di Chiesa sfiorava un tema che avrebbe potuto avere riferimenti politici fioccavano gli editoriali e le condanne sulle “Interferenze” e gli interventi “A Gamba Tesa”. Adesso, chissà perché, tutti zitti… Ma ecco Pezzo Grosso:

Una piccola Lourdes nel cuore di Roma - Danilo Quinto

C’è una Chiesa, nel cuore di Roma, che mi è molto cara, perché fu la Chiesa in cui tornai a confessarmi dopo quarant’anni. Ѐ detta di Santa Maria in Via – meglio conosciuta come Chiesa della Madonna del Pozzo - dal nome dell’omonima via dove si trova: di fronte all’attuale galleria dedicata alla memoria di Alberto Sordi, vicino Piazza Colonna, in Via del Corso. 

Nel XIII secolo, il cardinale Pietro Capocci era proprietario di una stalla adiacente all’antico edificio di Santa Maria in Via, la cui presenza nella zona è attestata già nel X secolo da una bolla di papa Agapito II. I Capocci erano un’antica famiglia feudale romana, secondo le fonti più accreditate di origine genovese. Per i servigi resi a quella Repubblica, ebbe i più ambiti titoli nobiliari. Le prime notizie della famiglia, risalgono alla seconda metà del secolo XI. Divisasi in almeno tre rami, il principale dei quali aveva le sue abitazioni nel rione Monti, nell’area nota come Suburra, dove possedevano anche la torre omonima pervenuta loro dalla famiglia Arcioni. La famiglia aveva altri rami ed abitazioni nel rione Pigna e nel rione Trevi. Furono alcuni membri di questa famiglia ad aver fondato l’ospedale di S. Andrea in Piscinula presso la basilica di Santa Maria Maggiore, dove eressero alcune loro cappelle gentilizie.

lunedì 18 settembre 2017

Sussidi cattolici. Preghiera di Liberazione suggerita da Padre Amorth

Preghiera scritta e recitata da Padre Gabriele Amorth che consiglia di recitarla anche per noi stessi. Nel video che segue sentirete molte indicazioni utili per meglio comprendere l’argomento dei disturbi spirituali. Una preghiera che si può dire su di sé, su singole persone o anche su gruppi interi. La conoscevo senza alcune aggiunte, inserite da Padre Amorth, ascoltate in questo video e l'ho trascritta di seguito, riprendendole.


Preghiera di liberazione
Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, Santissima Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso, scendete su di me.
Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.
Caccia via da me tutte le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa stare bene e operare il bene.
Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, la macumba, il voodoo, i riti satanici, i culti satanici. Spezza tutti i legami con satana e tutte le persone legate a satana vive o defunte; l'infestazione diabolica, la possessione diabolica, l'ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, spirituale, diabolica.
Brucia tutti questi mali nell'inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun'altra creatura al mondo.
Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo salvatore, per intercessione della Vergine immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell'inferno eterno, incatenati da s. Michele arcangelo, da s. Gabriele, da s. Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine santissima immacolata. Amen.

Perché mai San Francesco avrebbe dovuto camminare alla cieca?

Riprendo da Vita Nuova di Trieste.

Si è aperta ad Assisi l’edizione 2017 de “Il Cortile di Francesco”, una sorta di “Cattedra dei non credenti”, nato come «luogo di incontro – attraverso la scoperta dell’altro – non solo tra credenti e non, ma anche tra fedi e culture diverse». Così lo presenta padre Enzo Fortunato, Coordinatore dell’evento. Molti gli invitati, per discutere attorno al tema “Cammino. Dialogo tra credenti e non credenti”.
Non è il titolo a fare problema: il frate francescano è in fondo un itinerante, un peregrinus, che dalla città dell’uomo si dirige verso la città di Dio. Non sarebbe un problema, a certe condizioni, la scelta degli invitati, che in un dialogo tra credenti e non-credenti, tra anticonformisti e conformisti, ci possono pure stare: Oliviero Toscani, Gabriele Lavia, Romano Prodi, Carlo De Benedetti, Valeria Fedeli, Umberto Galimberti e altri. Si tratta dell’italica intellighenzia che conta nei media, allineati al mainstream ufficiale. E qua s’intravvede un’ombra.

domenica 17 settembre 2017

Convegno Summorum 2017. “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia” - Card. Robert Sarah

Di seguito inserisco il completamento del resoconto sul Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", che si è tenuto presso l'Università Pontifica Angelicum lo scorso 14 settembre [vedi].
Praticamente ho annotato le frasi e le espressioni che più mi hanno toccata della relazione del Card. Sarah. Il testo integrale (purtroppo dovremo avere la pazienza di attendere la pubblicazione degli atti) certamente consentirà di scoprire molte altre ricchezze nascoste o espresse in maniera incompleta in questa mia trascrizione, che comunque credo lasci assaporare profondità spirituali che purtroppo non entrano nella predicazione comune. In ogni caso ci sono contenuti da approfondire in riferimento a questo testo, che stiamo traducendo, che contiene anche altri elementi: La riconciliazione liturgica

Ed ecco la relazione del card. Robert Sarah (Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti). Il suo tema: “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia”.
Il cardinale esordisce citando Benedetto XVI, sottolineando che suo intento era la riconciliazione all'interno della Chiesa dopo che si è cercato di adattare la riforma alla svolta antropologica per ricostruirla in senso antropocentrico. Ma la Liturgia non è il laboratorio del nostro agire: è il baluardo della presenza di Dio. Infatti  è la dimenticanza di Dio il pericolo più incombente del nostro tempo in cui l'attenzione non è più diretta al primato di Dio. Conseguenze: terrorismo senza Dio; secolarismo sempre più aggressivo; consumismo; cultura della morte (Ratzinger luglio 2004). La liturgia deve fungere da baluardo offrendo la presenza di Dio. Ma che succede se nella liturgia noi pensiamo solo a noi stessi?